Attacchi di panico improvvisi: sai cosa ha fatto Marco?

Gli attacchi di panico sono crisi d’ansia molto acuta che irrompono nelle più comuni situazioni della vita: leggi la storia di Marco e scopri come è riuscito a guarire dagli attacchi di panico improvvisi.

 

Il primo attacco di panico improvviso l’ha paralizzato in auto un anno fa, mentre stava cercando parcheggio sotto l’ufficio. Marco è un uomo di 38 anni, sposato con due figli piccoli, che lavora come impiegato commerciale per una grande agenzia assicurativa. Da circa un anno soffre di attacchi di panico improvvisi che, nell’ultimo periodo, si stanno manifestando sempre più frequentemente. Prima di quell’attacco di panico erano mesi che Marco non riusciva a dormire di notte: durante il giorno si sentiva sempre stanco e nervoso, soffriva spesso di emicrania, faceva fatica a concentrarsi e a digerire il pranzo. Quando arrivava l’ora di coricarsi, dopo aver dormito tre-quattro ore, si trovava puntualmente sveglio nel cuore della notte a rigirarsi fra le lenzuola e guardare il soffitto. Allora accendeva la TV, iniziava a scorrere la sua bacheca di Facebook, controllava le mail del lavoro e l’agenda degli appuntamenti, ma tutte queste attività stimolavano il suo sistema nervoso e di conseguenza perdeva definitivamente il sonno. Iniziava a pensare agli obiettivi economici che doveva raggiungere quel mese, al rendiconto del budget che doveva presentare al suo capo, alle trattative che avrebbe potuto chiudere e a quelle che avrebbe potuto recuperare con un rilancio entro la fine del mese, alle spiegazioni da dare al capo per quelle non concluse. E poi la rata del mutuo, il lavandino che gocciola e l’idraulico da chiamare, l’assemblea di condominio imminente e le discussioni con il vicino di pianerottolo, le vacanze da prenotare.

Attacchi di panico improvvisi: un fulmine a ciel sereno.

Dopo l’ennesima nottata insonne, Marco quel giorno si era messo in auto per recarsi in ufficio: già in preda al panico aveva scongiurato di non trovare lungo il suo tragitto semafori rossi, bambini o anziani che attraversassero fuori dalla strisce, utilitarie a passo d’uomo in centro carreggiata. Nel frattempo aveva già ricevuto due telefonate: una dalla moglie che gli ricordava che doveva andare a ritirare in tintoria i suoi completi e una dal capo che gli chiedeva dove avesse archiviato quella pratica urgentissima (che non trovava) e lo incitava a raggiungerlo in ufficio in tempi brevissimi. Mentre Marco, sempre più nel panico per tutti quegli stimoli che non riusciva a gestire, stava cercando un posteggio libero dove lasciare l’auto e fiondarsi in ufficio, ad un certo punto aveva iniziato a sentirsi male: un senso di oppressione al petto gli aveva tolto il respiro, il cuore aveva iniziato a battere all’impazzata e aveva iniziato a tremare in preda ai sudori freddi. Era in corso un attacco di panico improvviso. La sensazione era stata tremenda: “Sto per morire” era la prima cosa a cui aveva pensato durante l’attacco di panico. Nel frattempo sul suo cellulare continuavano a suonare i messaggi di notifica: era il suo capo che su whatsapp gli scriveva “Dove sei?”
Nonostante l’attacco di panico improvviso Marco era riuscito a raggiungere l’ufficio: un senso di vertigine gli aveva impedito di essere reattivo e presente nell’arco dell’intera giornata e la sensazione di oppressione non lo aveva abbandonato.

 

Attacchi di panico improvvisi e ansiolitici: una soluzione?

Il giorno successivo Marco aveva contattato il medico di base, che gli aveva confermato che si era trattato di un attacco di panico improvviso e gli aveva prescritto un ansiolitico in gocce da assumere alla sera prima di dormire.

Per un primo periodo sembrava che tutto procedesse per il meglio e gli attacchi di panico improvvisi non si erano più verificati: aveva anche parzialmente risolto il problema dell’insonnia perché riusciva a riposare sei/sette ore consecutive per notte.
Tuttavia Marco non riusciva ad essere sereno durante la veglia: è un uomo molto perfezionista, che tiene molto al giudizio degli altri e tende a volere avere sotto controllo tutte le situazioni della sua vita. In ogni momento della giornata rimugina su come è insoddisfatto del suo lavoro, delle sue relazioni, del suo tenore di vita e ogni minimo contrattempo, o anche solo l’eventualità che si possa verificare, gli provocano attacchi di panico improvvisi: si sente in gabbia, braccato, vorrebbe scappare da tutto e da tutti, ma è paralizzato.

 

Attacchi di panico ed emozioni represse: una relazione velenosa.

Ad alimentare ancora di più gli attacchi di panico di Marco c’è l’acerrima rivalità con il collega Simone: sono entrambi candidati a diventare responsabili dell’ufficio, ma Simone riesce ad ottenere risultati migliori sfruttando le debolezze di Marco, mentendo spudoratamente ai clienti che si fidano della sua bella presenza e soprattutto adulando costantemente il loro capo, che non è affatto interessato all’eticità con cui vengono procurati i contratti e che semina zizzania tra di loro per “renderli più produttivi”.

Chiaramente Marco detesta Simone con tutto il suo cuore, ma nel contesto lavorativo non gli è concesso manifestare il suo astio: così, ogni volta in cui lui gli ruba l’ennesimo cliente, sente salire dentro di sé una rabbia che vorrebbe tradurre in insulti pesanti e spesso anche con un gancio diretto, ma tutto ciò non si può fare: reprime le sue emozioni, abbozza un sorriso e dice: “Complimenti Simone, bel colpo!”

Vorrebbe ricoprirlo di insulti dicendogli che è un incompetente ogni volta in cui il collega lo usa per risolvere un problema con un cliente per via di un contratto difettoso, e invece gli deve rispondere dicendo “Grazie Simone per avermi passato un tuo contatto”.

 

Gli attacchi di panico arrivano quando vivi fingendo.

Quotidianamente Marco reprime i suoi sentimenti: si sforza di sorridere e indossa una maschera per troppe ore al giorno. Così, ad un tratto, tutta la sua energia vitale repressa esplode. Questa è l’origine degli attacchi di panico improvvisi: qualcosa dentro di noi si ribella, perché non sopporta più il nostro modo di non usare l’energia di cui disponiamo.
Qualche settimana fa, di fronte all’ennesimo sgarro di Simone, Marco era esploso in uno scatto d’ira e per poco non gli aveva lanciato un’agenda addosso: era andato anche a lamentarsi direttamente con il suo responsabile, ma era stato liquidato come uno scocciatore.
“Qui i problemi dobbiamo risolverli e non crearli. Pensate al business e non a fare i bambini.” gli aveva risposto il boss.
La competizione con Simone poi non è limitata solo alle capacità professionali, ma a tutti gli aspetti della loro vita e si traduce in un’estenuante gara a chi è meglio vestito, a chi ha l’auto più costosa e pulita, a chi ha la borsa più alla moda, l’orologio di pregio, il cellulare di ultima generazione, chi fa la vacanza più esotica e all inclusive.
L’invidia si estende anche al mondo virtuale perchè ogni volta in cui Simone posta le fotografie della sua ultima vacanza in Sardegna o del week end nei locali alla moda, un moto d’invidia e si impossessa totalmente di Marco, rendendolo cieco di fronte a tutto quello che ha.
Ma anche su questo versante non può mostrare i suoi sentimenti in ufficio e così indossa l’ennesima maschera, fa spallucce, abbassa la testa e si scusa mille volte con il suo capo che lo riprende per quella camicia non proprio in tinta con la giacca e per le scarpe un po’ consumate indossate alla riunione del lunedì: “Non mi metta in difficoltà sig. Rossi, per favore, non vorrei doverla riprendere nel corso della riunione generale. Faccia come Simone, lui sì che è sempre impeccabile. Lei qui rappresenta la nostra azienda.”

Gli attacchi di panico arrivano in quei giorni in cui la maschera è troppo pesante da indossare: in quei momenti il panico lo paralizza e lo pressa, e gli rende veramente faticoso sorridere con tutti, non mostrarsi infastidito quando un cliente per l’ennesima volta gli sposta l’appuntamento o glielo annulla cinque minuti prima con scuse improbabili.

 

Gli attacchi di panico improvvisi danno voce ai nostri desideri

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Durante questi attacchi di panico Marco vorrebbe mollare tutto e cambiare vita: fare un lavoro che ama veramente (a lui sarebbe sempre piaciuto insegnare agli adulti, fare il formatore) o almeno ritrovare l’energia per coltivare i suoi hobby (da ragazzo scriveva dei racconti anche discreti e amava fare lunghe passeggiate in bicicletta). Invece trascorre il suo tempo libero coricato sul divano a guardare pessimi programmi televisivi e in balia ai sintomi provocati dagli attacchi di panico improvvisi. Nel week end infatti il corpo di Marco gli lancia dei messaggi d’allarme che lui ha sempre ignorato: cefalea, tensioni cervicali, febbre lieve, disturbi intestinali, fitte allo stomaco, torpore e stanchezza cronica.
Anche i suoi figli gli dicono spesso: “Papà giochi con noi? Giochiamo con i dinosauri?”
Ma lui ha perso la voglia di divertirsi e non riesce ad immedesimarsi nei loro giochi e trasformare il tinello del suo appartamento nel parco di Jurassik World.

L’idea di vivere un momento di intimità con sua moglie non lo attrae più, anzi gli procura quasi l’ennesimo attacco di panico: teme di non essere all’altezza delle sue aspettative, di fare una figuraccia. Addirittura preferisce guardare da solo quei video a luci rosse che si scambia con i colleghi nella chat dell’ufficio. E inventare, sempre davanti ai colleghi, degli infuocati flirt tramite social network.

I farmaci, che in un primo tempo lo avevano aiutato nei suoi attacchi di panico improvvisi, non sono più sufficienti e così Marco inizia a pensare che deve ricercare la causa del suo malessere più a fondo.
Inizia a cercare informazioni in rete sui rimedi alternativi ai farmaci per guarire dagli attacchi di panico improvvisi e si imbatte nel nostro video sul percorso di Riequilibrio Emozionale.

Attacchi di panico improvvisi e intossicazione emotiva: i sintomi.

Quando recitiamo un copione che non ci appartiene, quando ci chiudiamo in vite monotone e prevedibili, ossessionati dal desiderio di controllo, quando cancelliamo dalla nostra vita la fantasia, l’immaginazione e la creatività ecco che il nostro corpo inizia a mandarci dei segnali di allarme attraverso gli attacchi di panico improvvisi.
Le emozioni represse generano nel corpo uno squilibrio, che va ad intossicare  il nostro organismo. Questa condizione, che chiamo intossicazione emotiva, è l’anticamera per sviluppare una malattia: fisica, psichica o emotiva (quest’ultima una malattia dell’anima, come la definiva il mio maestro).
Ma come influiscono le emozioni represse sul nostro corpo quando non sono gestite in modo corretto?

  • Abbassano notevolmente il sistema immunitario (IgA).
  • Alterano il sistema nervoso (simpatico, parasimpatico).
  • Determinano la produzione di ormoni stressogeni (cortisolo, adrenalina, noradrenalina).
  • Alterano l’umore.
  • Alterano lo schema respiratorio e muscolare, creando dolori e insufficienza respiratoria, attacchi di panico improvvisi, ipertensione, dolori muscolari.
  • Creano scompensi interiori che nel tempo favoriscono patologie psicosomatiche.
  • Mantengono conflitti interiori.
  • Creano stati di ansia, stress, insonnia, bruxismo, fobie, disfunzioni sessuali sia maschili che femminili.
  • Disturbano le relazioni con chi amiamo o ci è vicino, in famiglia e al lavoro.

Gli attacchi di panico improvvisi di Marco evidenziano che in lui è presente uno stato di disarmonia e di intossicazione emotiva: dal punto di vista fisico le emozioni represse, determinano l’abbassamento delle immunoglobuline (IgA), abbassando le sue difese immunitarie che gli provocano stati infiammatori costanti e la febbre del week end.
Sempre sul piano fisico le emozioni represse si traducono in tachicardia, problemi intestinali (che si manifestano sempre in concomitanza con momenti ansiogeni come un appuntamento importante di lavoro, una riunione con i suoi responsabili) e disturbi digestivi (acidità di stomaco e reflusso gastrico).

La stanchezza cronica e gli scatti di rabbia sono poi ulteriori campanelli d’allarme che segnalano la presenza di uno squilibrio emotivo così come l’alterazione dell’equilibrio sonno e veglia.

Quando una persona vuole avere troppo controllo sulle proprie emozioni succede questo: chi controlla perde il controllo. E’ questo il messaggio che il nostro corpo ci invia attraverso gli attacchi di panico improvvisi.

Disintossicazione emotiva: una via verso la guarigione dagli attacchi di panico improvvisi.

È inutile pensare o decidere di fare qualsiasi cosa per stare bene (mangiare sano, dormire il giusto, fare sport, andare in terapia) se le nostre emozioni sono in disequilibrio e intossicano giornalmente il nostro organismo.
Per liberarsi dagli attacchi di panico improvvisi e iniziare di nuovo a stare bene Marco dovrà innanzitutto ripristinare il suo equilibrio tra mente e corpo, in modo da annullare gli effetti negativi che questa disarmonia ha prodotto su di lui.

Il percorso di guarigione dagli attacchi di panico improvvisi non sarà immediato e nemmeno semplice: non si può pensare che qualcosa di esterno a noi (un farmaco, un seminario, un corso motivazionale) possa curarci senza un nostro intervento interiore.

Marco, per disfarsi dagli attacchi di panico improvvisi dovrà innanzitutto eliminare dal suo modo di pensare questi 7 luoghi comuni:

  • Per stare bene non devo fare nulla.
  • L’amore viene da sé.
  • Il tempo mi farà dimenticare.
  • Nelle relazioni bastano le buone intenzioni.
  • Se ho un problema, aspetto che si risolva da solo.
  • La mia guarigione dagli attacchi di panico dipende dai farmaci.
  • Se mi arrabbio non posso farci niente, sono fatto così.

 

Se le emozioni stanno intossicando il suo corpo, il primo passo verso la guarigione è quello di disintossicarsi e ristabilire una corretta armonia tra mente e corpo.

Guarire dagli attacchi di panico improvvisi attraverso il Riequilibrio Emozionale.

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Per vincere la sua battaglia contro gli attacchi di panico improvvisi ho quindi proposto a Marco di partecipare al seminario di Riequilibrio Emozionale, il metodo di guarigione e riequilibrio delle emozioni ideato insieme a Laura Rosen, consulente filosofico a indirizzo bioenergetico.
Questo metodo, che integra psicologia, medicina bioenergetica e informazionale e le antiche tradizioni olistiche, è in grado di combattere la maggior parte delle patologie da stress come ansia, attacchi di panico improvvisi, insegnando a gestire correttamente le proprie emozioni.
Le persone che hanno partecipato alle precedenti edizioni del seminario  hanno riscontrato benefici immediati, che sono proseguiti anche nelle settimane successive, grazie agli esercizi di mantenimento che vengono proposti ed insegnati durante il seminario.

Il nostro percorso di Riequilibrio emozionale infatti non è come quei numerosi corsi motivazionali da cui esci carico, ma dopo una settimana sei tale e quale a prima: è un percorso che ti cambia per sempre e ti insegna a gestire le emozioni in modo corretto attraverso alcuni esercizi e buone abitudini da utilizzare quotidianamente.

Per non lasciarci sopraffare dalle emozioni negative e dagli attacchi di panico improvvisi.

 

Attacchi di panico improvvisi: la tua opinione

Cara amica, caro amico, tu hai mai avuto un attacco di panico? In quale situazione? Come hai reagito? Mi farebbe molto piacere se lasciassi un tuo commento in questa pagina, riportando la tua esperienza oppure chiedendomi un chiarimento su quanto hai appena letto.

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Ti ringrazio della fiducia, a presto.

Un caro saluto,

Dr. Succi

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